sabato 6 ottobre 2012

Easy lover

 

 

Un bel duetto tra i tanti degli Anni ‘80 è quello di Phil Collins e Philip Bailey in “Easy lover”, un brano del 1984 che vede il fascino solista del batterista dei Genesis unito a quello della voce degli Earth, Wind & Fire. Ne uscì un pezzo che scalò le classifiche arrivando al primo posto in Gran Bretagna e in Olanda e al secondo negli Stati Uniti. La canzone venne inserita solo nell’album di Bailey, Chinese Wall. Collins la cantò nei concerti e la inserì solo in una versione dal vivo nel disco live del 1990 prima di una raccolta di successi del 1998.

 

EASY LOVER
(Phil Collins, Philip Bailey, Nathan East)

Easy lover
She'll get a hold on you believe it
Like no other
Before you know it you'll be on your knees
She's an easy lover
She'll take your heart but you won't feel it
She's like no other
And I'm just trying to make you see
She's the kind of girl you dream of
Dream of keeping hold of
You'd better forget it
You'll never get it
She will play around and leave you
Leave you and deceive you
Better forget it
Oh you'll regret it
No you'll never change her, so leave it, leave it
Get out quick cos seeing is believing
It's the only way
You'll ever know
Easy lover
She'll get a hold on you believe it
Like no other
Before you know it you'll be on your knees
She's an easy lover
She'll take your heart but you won't feel it
She's like no other
And I'm just trying to make you see
[ Lyrics from: http://www.lyricsfreak.com/p/phil+collins/easy+lover_20108038.html ]
You're the one that wants to hold her
Hold her and control her
You'd better forget it
You'll never get it
For she'll say there's no other
Till she finds another
Better forget it
Oh you'll regret it
And don't try to change her, just leave it, leave it
You're not the only one, ooh seeing is believing
It's the only way
You'll ever know, oh
No don't try to change her, just leave it, leave it
You're not the only one, ooh seeing is believing
It's the only way
You'll ever know, oh
She's an easy lover (she's a easy lover)
She'll get a hold on you believe it (get a hold on you)
(She's) like no other
Before you know it you'll be on your knees (you'll be down on your knees)
She's an easy lover
She'll take your heart but you won't feel it (you won't feel it)
She's like no other
And I'm just trying to make you see (trying to make you see)

mercoledì 26 settembre 2012

Anatomia di un paninaro





Ho già parlato più volte dei paninari… e non poteva essere diversamente, visto che sono stati probabilmente i personaggi più in vista del decennio, così come gli impegnati con l’eskimo lo furono nei ‘70 e gli yuppies “rampanti” nei ‘90. Ora, ho trovato in Rete questa scheda che esplora il mondo paninaro – è tratta dalla rivista “Cucador”: il marketing ha sempre avuto un fiuto particolare per catturare le mode del momento. Ecco un tipico esempio di quella fauna, allora: con le sue scarpe Timberland, le calze Burlington, il piumino Moncler, la cintura di El Charro, la felpa Best Company, i jeans della Stone Island. Mettiamogli su i Duran Duran come colonna sonora e l’opera è completa.

sabato 8 settembre 2012

Live is life

 

 

1985. C’è una canzone che pompa sulle radio e sui video musicali di DeeJay Television e Videomusic: il suo ritornello è travolgente come un concerto live. Nananananà… Si intitola “Live is life” ed è degli Opus, un gruppo austriaco. L’anno successivo verrà edita anche in versione life riscalando le classifiche. Sì, perché “Life is life” raggiunse il primo posto nelle hit parade di Austria, Canada, Francia, Germania, Svezia, il secondo in Norvegia e Svizzera, il quarto in Irlanda, il sesto in Italia e in Gran Bretagna. E il 32° nell’esclusiva top 100 americana…

 

 

LIVE IS LIFE

Nanananana
Nanananana (all together now)
Nanananana
Nanananana
Life (nanananana)
Life is life (nanananana)
Labadab dab dab life (nanananana)
Liiiiiiiife (nanananana)
When we all give the power
We all give the best
Every minute of an hour
Don't think about the rest
And you all get the power
You all get the best
When everyone gets everything
And every song everybody sings
And it's life (nanananana)
Life is life (nanananana)
Life is life (nanananana)
Labadab dab dab life (nanananana)
Life is life when we all feel the power
Life is life come on, stand up and dance
Life is life when the feeling of the people
Life is life is the feeling of the band
When we all give the power
We all give the best
Every minute of an hour
Don't think about the rest
Then you all get the power
You all get the best
When everyone gives everything
And every song everybody sings
And it's life (nanananana)
Life is life (nanananana)
Labadab dab dab life (nanananana)
Life is life (nanananana)
Life (nanananana)
(nanananana)
(nanananana)
(nanananana)
Life (nanananana)
Life is life (nanananana)
Labadab dab dab life (nanananana)
Live is life (nanananana)
And you call when it's over
You call it should last
Every minute of the future
Is a memory of the past
Cause we all gave the power
We all gave the best
And everyone gave everything
And every song everybody sang
Life is life

 

LA VITA È VIVA

Tutti insieme ora
Viva
La vita è viva
Non smettete mai di vivere
Vi-va-vi-va
Quando tutti siamo potenti
Diamo tutti il meglio
Ogni minuto di un’ora
Non pensare al resto
Allora prendete potenza
Otterrete tutti il meglio
E ognuno dà ogni cosa
E ognuno canta ogni canzone
La vita è viva
La vita è viva
La vita è viva
La vita è viva
Non smettete mai di vivere
La vita è viva quando tutti ci sentiamo potenti.
La vita è viva
Forza, in piedi e ballate.
La vita è viva
Quando la gente si sente
La vita è viva
Come si sente il gruppo.
Quando tutti siamo potenti
Diamo tutti il meglio
Ogni minuto di un’ora
Non pensare al resto
Allora prendete potenza
Otterrete tutti il meglio
E ognuno dà ogni cosa
E ognuno canta ogni canzone
La vita è viva
La vita è viva
La vita è viva
La vita è viva
Non smettete mai di vivere
Vita
Viva
La vita è viva
Non smettete mai di vivere
Vi-va-vi-va
E quando è finita chiamala
chiamala, dovrebbe continuare
ogni minuto del futuro
è un ricordo del passato
perché ci sentiamo tutti potenti
ci sentiamo tutti i migliori
e ognuno ha dato qualcosa
e ognuno ha cantato ogni canzone: la vita è viva.

mercoledì 25 luglio 2012

I Jefferson

 

Se n’è andato all’età di 74 anni Sherman Hemsley. Detta così, in pochi lo riconoscerebbero: invece è stato il simpatico protagonista di un telefilm cult degli Anni ‘80. Sherman Hemsley impersonò infatti George Jefferson, il burbero di buon cuore della sit-com, I Jefferson, proprietario di lavanderie arricchitosi e trapiantato a Manhattan, nell’Upper East Side, a contatto con l’alta borghesia di New York. Il tema sociale era certamente alla base dei telefilm, caratterizzato dall’integrazione con i vicini di casa, un bianco inglese e una coppia mista – George li chiama apertamente “zebre” (ah, i tempi in cui l’ipocrisia del politically correct non era in auge!).

 

Memorabili sono i litigi e le riappacificazioni tra George e la moglie “saggia” Whizzy, così come le battute dell’impertinente domestica Florence. Tra i fili conduttori della serie i tentativi di George Jefferson di arricchirsi ulteriormente, non sempre in modo lecito, con Whizzy a provare di farlo ragionare e a sabotargli i piani, arrivando sempre a redimerlo nel lieto fine.

 

I Jefferson, andava in onda su Canale 5, intorno alle 19. La serie, che debuttò negli Stati Uniti nel 1974 come spin-off di Arcibaldo, venne cancellata undici anni dopo.

 

LA SIGLA

mercoledì 27 giugno 2012

Cristina Moffa

 

 

Cristina Moffa. Chi era costei? Una ballerina che nel 1983  prese parte a Drive In e ad altri spettacoli Fininvest, come Grand Hotel, del 1986. Una showgirl che prometteva sfracelli, come Lorella Cuccarini, ma che poi, dopo un paio di film – il surreale Sbamm! di Ezio Greggio (1980) e l’improponibile Pierino contro tutti (1981) – e tre 45 giri passati inosservati, le vie dello showbusiness hanno portato a percorrere altre strade, mettendo a frutto le sue certe qualità di coreografa, tanto da essere stata anche direttrice del Teatro Spazio Danza di Roma.

 

Ma noi ragazzi degli Anni ‘80 ricordiamo il suo caschetto biondo a Drive In:

 

o questo spot della Sperlari, che risale al 1987:

 

martedì 12 giugno 2012

Oltre il giardino

 

qconcert2b

 

Nei primi anni ‘80 ebbe successo la formula Q Disc: una via di mezzo tra il 45 giri e il 33 giri: costava poco più di un 45 e molto meno di un album. Erano solo quattro canzoni, ma davano ampio respiro alla creatività. Francesco De Gregori lo sfruttò per “La donna cannone”, Marco Ferradini ci pubblicò la celebre “Teorema”. Ed è presente anche in questa collaborazione con Mario Castelnuovo e Goran Kuzminac, cantautore molto sottovalutato ma molto bravo. I Q Concert, come questo, vennero realizzati a seguito di tournées collettive: accadde nel 1981 con Riccardo Cocciante, Rino Gaetano e i New Perigeo e nel 1980 con lo stesso Goran Kuzminac, Ron e Ivan Graziani. Un brano per ciascuno dei tre interpreti e uno eseguito tutti insieme. Nel Q Concert del 1982 il pezzo comune è “Oltre il giardino”, con testo di Ferradini, Kuzminac e Castelnuovo su musica di Amedeo Minghi che rielabora la celebre Ciaccona i Re minore di Johann Sebastian Bach. Poi Marco Ferradini cantava “Cartolina”, Mario Castelnuovo “Perché non sorridi?” e Goran Kuzminac “Bugiarda”.

 

 

OLTRE IL GIARDINO

Nasce una rosa a gennaio, come la neve
scivola in strada, il vento la spazzerà.
Compagni di giochi sudati, sempre gli stessi
odori di terra che ora non sento più.
Per strada c'ero anch'io, avevo quindici anni
guardavo un po' più in là, vedevo quelle luci della città.

Oltre il giardino c'è il mondo, un drago di luci
che incantano, in fondo alla via
e la mia vita per strada rimbalza in un angolo
un attimo, un'altra partita e via.

Rosa affacciata al balcone, cresciuta per strada
in mezzo a rotaie, fra le sbarre di una prigione.
Uomini senza profilo e quanti nodi ad ogni porto
delusi, feriti, ma domani si partirà.

Oltre il giardino c'è il mondo, un drago di luci
che incantano, in fondo alla via
e la mia vita per strada rimbalza dentro un angolo
un attimo, un altro giorno e via.

lunedì 21 maggio 2012

Robin Gibb

 

La malattia che non lascia scampo si è portata via a 63 anni Robin Gibb, uno dei Bee Gees, dei quali fu cofondatore con il gemello Maurice e il fratello maggiore Barry. Con loro segnò la musica degli Anni ‘ 60 e ‘70 con pezzi celeberrimi quali Massachusetts, Stayin’ alive e Tragedy. Ma Robin Gibb negli Anni ‘80 fu un ottimo solista, pur continuando a cantare con i Bee Gees. Il brano che ebbe maggior successo fu Juliet, del 1983, che spopolò soprattutto in Germania, Svizzera e Italia, dove raggiunse la vetta dell’hit parade.

 

 

Notevole anche Boys do fall in love del 1984, entrata nella top ten ma non più su del 10° posto.

 

Dopo i tre album del triennio 1983-1984-1985, Robin Gibb tornò ad occuparsi esclusivamente del gruppo. Solo dopo la morte del fratello Maurice, avvenuta nel 2003, pubblicò un nuovo album singolo, Magnet, cui seguirono un disco di canti natalizi nel 2006 e il recentissimo omaggio di Titanic Requiem, del 2012.

sabato 19 maggio 2012

Total eclipse of the heart

 

Il 1982 fu un anno d’oro non solo per l’Italia, che vinse il Mundial di Spagna, ma anche per la musica: un vero capolavoro di quell’anno è uno dei pezzi più suonati degli Anni ‘80, Total eclipse of the heart, cantato dalla trentunenne americana Bonnie Tyler: una power ballad inserita nell’album Faster than the speed of light. Una versione di quasi sette minuti con un lungo assolo strumentale, sforbiciata per l’uso radiofonico e televisivo.

 

 

Cominciamo dai riscontri delle classifiche: primo posto in Australia, Francia, Norvegia, Irlanda, Sudafrica, Canada, Nuova Zelanda, Regno Unito, Stati Uniti e Italia!

Il video, diretto da Roger Mulcahy, fu interpretato dalla stessa Bonnie Tyler e ambientato in un contesto gothic.

 

Infine qualche curiosità: tra i coristi appariva nientemeno che Bryan Adams; in Francia nel 2003 ne venne tratta una versione locale da Kareen Antonn, con la stessa Bonnie Tyler, intitolata Si demain… (Turn around); anche in Italia nel 2011 ne è stata registrata una cover, dal titolo Eclissi del cuore, ad opera di L’Aura e Nek; c’è anche una celebre versione dance, di Nicki French, che risale al 1995; Tori Amos la inserisce abitualmente nella scaletta dei suoi concerti.

 

TOTAL ECLIPSE OF THE HEART

Turnaround, every now and then I get a
little bit lonely and you're never coming around
Turnaround, Every now and then I get a
little bit tired of listening to the sound of my tears
Turnaround, Every now and then I get a
little bit nervous that the best of all the years have gone by
Turnaround, Every now and then I get a
little bit terrified and then I see the look in your eyes
Turnaround bright eyes, Every now and
then I fall apart
Turnaround bright eyes, Every now and
then I fall apart

Turnaround, Every now and then I get a
little bit restless and I dream of something wild
Turnaround, Every now and then I get a
little bit helpless and I'm lying like a child in your arms
Turnaround, Every now and then I get a
little bit angry and I know I've got to get out and cry
Turnaround, Every now and then I get a
little bit terrified but then I see the look in your eyes
Turnaround bright eyes, Every now and
then I fall apart
Turnaround bright eyes, Every now and
then I fall apart

And I need you now tonight
And I need you more than ever
And if you'll only hold me tight
We'll be holding on forever
And we'll only be making it right
Cause we'll never be wrong together
We can take it to the end of the line
Your love is like a shadow on me all of the time
I don't know what to do and I'm always in the dark
We're living in a powder keg and giving off sparks
I really need you tonight
Forever's gonna start tonight
Forever's gonna start tonight

Once upon a time I was falling in love
But now I'm only falling apart
There's nothing I can do
A total eclipse of the heart
Once upon a time there was light in my life
But now there's only love in the dark
Nothing I can say
A total eclipse of the heart

Turnaround bright eyes
Turnaround bright eyes
Turnaround, every now and then I know
you'll never be the boy you always you wanted to be
Turnaround, every now and then I know
you'll always be the only boy who wanted me the way that I am
Turnaround, every now and then I know
there's no one in the universe as magical and wonderous as you
Turnaround, every now and then I know
there's nothing any better and there's nothing I just wouldn't do
Turnaround bright eyes, Every now and
then I fall apart
Turnaround bright eyes, Every now and
then I fall apart

And I need you now tonight
And I need you more than ever
And if you'll only hold me tight
We'll be holding on forever
And we'll only be making it right
Cause we'll never be wrong together
We can take it to the end of the line
Your love is like a shadow on me all of the time
I don't know what to do and I'm always in the dark
We're living in a powder keg and giving off sparks
I really need you tonight
Forever's gonna start tonight
Forever's gonna start tonight

Once upon a time I was falling in love
But now I'm only falling apart
There's nothing I can do
A total eclipse of the heart
Once upon a time there was light in my life
But now there's only love in the dark
Nothing I can say
A total eclipse of the heart

martedì 1 maggio 2012

It’s raining again

 

It’s raining again… piove ancora! E quando capita che continui a piovere, mi sorprendo a canticchiare questo motivo del 1982 dei Supertramp, rock band britannica attiva dal 1969. In realtà “It’s raining again”, scritta da Roger Hodgson, all’epoca frontman del gruppo, è un pezzo molto pop, lontano dal progressive delle origini. Il brano, inserito nell’album “…Famous last words”, debuttò al 31 posto della classifica di Billboard il 30 ottobre 1982 e raggiunse come suo massimo l’11°, arrivando al 2° posto in Svizzera, al 3° in Germania, al 4° in Canada e solo al 33° in Italia.

Il video venne diretto da Russell Mulcahy, che nel 1986 girerà “Highlander”.

 

 

 

IT’S RAINING AGAIN

It's raining again
Oh no, my love's at an end.
Oh no, it's raining again
and you know it's hard to pretend.
Oh no, it's raining again
Too bad I'm losing a friend.
Oh no, it's raining again
Oh will my heart ever mend.
Oh no, it's raining again
You're old enough some people say
To read the signs and walk away
It's only time that heals the pain
And makes the sun come out again
It's raining again
Oh no, my love's at an end.
Oh no, it's raining again
Too bad I'm losing a friend.
C'mon you little fighter
No need to get uptighter
C'mon you little fighter
And get back up again
Oh get back up again
Fill your heart again...

lunedì 12 marzo 2012

Sunshine reggae

 

C’è un pezzo degli Anni ‘80 che capita di sentire ancora adesso sulle radio: mette allegria con il suo reggae virato in salsa new wave. È “Sunshine reggae” del duo danese Laid Back, composto da John Guldberg (voce, chitarre, basso) e Tim Stah (voce, tastiere, batteria e basso). Sì, avete capito bene: danese, niente di più lontano dalla Giamaica. Eppure, si lascia sentire…

 

 

Al primo posto in Italia, Germania, Danimarca e in altri diciotto paesi, quasi tutti del Sudamerica: uscì nel 1982 ma solo l’anno dopo sfondò, trainando anche l’album che lo conteneva, Keep smiling. La curiosità è che invece negli Stati Uniti a sfondare fu il lato B del 45 giri di “Sunshine reggae”, la dance-funky di “White Horse”.

 

 

SUNSHINE REGGAE

Gimme gimme, gimme just a little smile, that's all I ask of you.
Gimme gimme, gimme just a little smile, we got a message for you.
Sunshine, sunshine reggae, don't worry, don't hurry, take it easy!
Sunshine, sunshine reggae, let the good vibes get a lot stronger!

Gimme gimme, gimme just a little smile, that's all I ask of you -
Is that too much?
Gimme gimme, gimme just a little smile, we got a message for you.
Join the-
Sunshine, sunshine reggae, let the good vibes get a lot stronger!

Sunshine, sunshine reggae, don't worry, don't hurry, take it easy!
Sunshine, sunshine reggae, let the good vibes get a lot stronger.
Get a lot stronger, let the good vibes get a lot stronger!
Let the good vibes get a lot stronger,
Let the good vibes get a lot stronger!

giovedì 23 febbraio 2012

Lo estás haciendo muy bien

 

Un pezzo che fece scalpore nel 1985, rimanendo però prodotto piuttosto di nicchia fu Lo estás haciendo muy bien del gruppo spagnolo Semen Up. Perché fece scalpore, anzi addirittura scandalo? Perché la band di Vigo lanciò un mini LP con quattro canzoni di elevato contenuto erotico scatenando una virulenta polemica, almeno in patria, dove i testi venivano intesi in maniera più esplicita. Alcuni media, tra i quali la televisione pubblica TVE, censurarono i Semen Up, rifiutandosi di trasmettere le loro canzoni. La censura notoriamente ottiene l’effetto opposto: il mini LP fu diffuso rapidamente dalle radio spagnole ed europee, tanto che la band fu considerata gruppo rivelazione dell’anno da Radio 3, una delle emittenti pubbliche spagnole.

 

 

A proposito… dimenticavo. Cos’è che la ragazza sta “facendo molto bene”, tanto da costare alla musica dei Semen Up l’etichetta di porno-pop? Quello che qualche anno dopo una certa Monica Lewinsky praticò nello Studio Ovale al presidente in carica degli Stati Uniti…

 

domenica 12 febbraio 2012

Whitney Houston

 

E se ne è andata anche Whitney Houston: l’hanno trovata morta in una camera del Beverly Hilton Hotel, a Beverly Hills. Una notizia purtroppo attesa, come lo fu per Amy Winehouse: una vita di droghe e depressione per reggere l’immenso talento avuto in dono e la popolarità. Quella di Whitney esplose all’improvviso nel 1985, quando il suo album d’esordio intitolato semplicemente “Whitney Houston” balzò direttamente al primo posto della classifica americana e vi rimase per 14 settimane. Fu primo anche in Australia, Canada, Norvegia e Svezia, secondo  in Germania, Giappone, Svizzera e Regno Unito, terzo in Austria e Nuova Zelanda, undicesimo in Italia. Tuttora è l’album più venduto di una cantante esordiente: 29 milioni di copie nel mondo. Una di quelle è nella mia raccolta: il vinile del 33 giri con la bella Whitney che appare in tutto il suo splendore non solo sulla copertina, ma anche sul retro, dove è ritratta in uno sgambatissimo costume bianco.

 

 

In quell’album c’è una cover da Diana Ross, “In your arms”, ma soprattutto due pezzi diventati famosissimi: “Greatest love of all” e “All at once”, usati spessissimo anche nelle trasmissioni televisive.

 

GREATEST LOVE OF ALL

ALL AT ONCE

 

Nel 1987, sull’onda del successo, pubblica “Whitney”, il suo secondo album, preceduto da un’altra grandissima hit, “I wanna dance with somebody”. Venti milioni di copie e primo posto in classifica ovunque: Australia, Austria, Canada, Germania, Italia, Nuova Zelanda, Norvegia, Svezia, Svizzera, Regno Unito e Stati Uniti. Anche per “Whitney” Grammy Awards a pioggia. E un record tutto italiano: uno dei tre album stranieri, con “Bad” di Michael Jackson" e “True Blue” di Madonna, ad aver venduto più di un milione di copie nel Belpaese. Sentimentalmente intanto si lega al giocatore di football Randall Cunningham e all’attore Eddie Murphy.

 

I WANNA DANCE WITH SOMEBODY

 

Il successo è planetario: nel 1988 viene scelta per incidere l’inno delle Olimpiadi di Seul, “One moment in time”.

 

La sua carriera è vertiginosa, non ancora segnata dai problemi che le rovineranno la vita. Anzi, nei primi anni ‘90 diventerà anche attrice di successo con “The Bodyguard – Guardia del corpo”, “Donne”, “Uno sguardo dal cielo”. Poi sposa lo scapestrato Bobby Brown, noto per molestie, lesioni e uso di droghe. Comincia a vociferarsi sull’uso di droghe anche da parte di Whitney, che nel 2003 viene anche picchiata da Bobby. Nel 2006 lo lascia per disintossicarsi e divorzia ottenendo la custodia della figlia Bobbi Kristina. Nel 2009 appare rinata al lancio del suo ultimo album a Central Park.

Il resto è cronaca. Che la terra ti sia lieve, Whitney…

mercoledì 1 febbraio 2012

La grande avventura

 

Riccardo Cocciante + Mogol + Enrico Ruggeri + Lucio Dalla +  Milo Manara: il risultato è “La grande avventura”, un album del 1988 in cui il cantante di origine indocinese sforna brani sul filo della memoria, aiutato anche dai parolieri d’eccezione: Ruggeri scrisse Indocina e Il funambolo, Dalla Cuori di Gesù, Mogol le altre sette canzoni dell’album, tra le quali spiccano Il mio nome è Riccardo e Un desiderio di vita indicibile. Geoff Westley, il mago degli effetti che aveva collaborato con Battisti, nello studio londinese dove Cocciante registrò, aggiunse i suoi arrangiamenti con tanta elettronica e computer. E Milo Manara disegnò la copertina…

 

 

LA GRANDE AVVENTURA (1988)

  1. Il mio nome è Riccardo
  2. Un desiderio di vita indicibile
  3. La canzone di Francesco
  4. Cuori di Gesù
  5. Canzone indiana
  6. Indocina
  7. Il vero amore
  8. Scene di primavera con mia madre
  9. Il funambolo
  10. La grande avventura
 

     

    INDOCINA

    IL FUNAMBOLO

    LA GRANDE AVVENTURA

    mercoledì 4 gennaio 2012

    Don’t stand so close to me

     

    “Don’t stand so close to me”, canzone dei Police scritta da Sting, ha una storia curiosa: ce ne sono due versioni che attraversano gli Anni ‘80. La prima è questa, inserita nell’album Zenyatta Mondatta: uscì come singolo in anticipo di due settimane rispetto all’album, il 19 settembre 1980. Il brano, che parla dell’infatuazione di una studentessa per un giovane insegnante, valse ai Police il Grammy Award nel 1982, oltre al primo posto nella classifica inglese e l’ingresso nella Top Ten americana.

     

     

    Nel 1986 il brano venne riarrangiato, con un coro diverso e toni più pop. Uscì come singolo in ottobre con il titolo “Don’t stand so close to me ‘86” e fu inserito in una raccolta di singoli, Every breath you take: the singles. Nonostante fosse praticamente una riedizione, si piazzò al numero 24 della classifica inglese e entrò tra le prime 20 in Irlanda, Nuova Zelanda e Olanda. Sul retro del 45 giri c’era la versione live.

     

     

    DON’T STAND SO CLOSE TO ME

    Young teacher the subject
    Of schoolgirl fantasy
    She wants him so badly
    Knows what she wants to be
    Inside her there's longing
    This girl's an open page
    Book marking She's so close now
    This girl is half his age

    Don't stand to close to me

    Her friends are so jealous
    You know how bad girls get
    Sometimes it's not so easy
    To be the teacher's pet
    Temptation, frustration
    So bad it makes him cry
    Wet bus stop, she's waiting
    His car is warm and dry

    Don't stand so close to me

    Loose talk in the classroom
    To hurt they try and try
    Strong words in the staffroom
    The accusations fly
    It's no use
    He sees her
    He starts to shake he starts to cough
    Just like the old man in
    That famous book by Nabokov

    Don't stand so close to me

     

    NON STARMI COSÌ VICINO

    Il giovane insegnante è il soggetto
    Della fantasia dell’alunna
    Lei lo desidera tantissimo
    Sa cosa vuole essere
    In lei c’è il vivo desiderio
    Questa ragazza è un libro aperto
    un libro segnato, lei è così vicina adesso
    Questa ragazza ha la metà degli anni di lui

    Non starmi così vicino

    I suoi amici sono invidiosi
    Sanno cosa ottengono le cattive ragazze
    Qualche volta non è così semplice
    Essere l’insegnante prediletto
    Tentazione, frustrazione
    Il suo grido diventa così cattivo
    Umida la fermata dell’autobus, lei sta aspettando
    La sua macchina è calda e asciutta

    Non Starmi così vicino

    Libero dialogo in aula
    Provano e riprovano a ferirlo
    Parole forti nella sala del personale
    Le accuse volano
    Non è modo
    Lui l’ha vista
    Comincia ad agitarsi comincia a tossire
    Proprio come l’uomo maturo in
    Quel famoso libro di Nabokov

    Non starmi così vicino

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